10 cose che Rogue One ha centrato in pieno

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Rogue One mi è piaciuto proprio! Come hanno già scritto i miei amici Carmine e Jan nei loro post (in inglese and italiano), si merita sicuramente di essere a pieno titolo parte della serie. Non voglio spendere altre parole su questo, quindi vi suggerisco di leggere i loro post. Solo una nota: hai perfettamente ragione Jan, questo non è uno spin-off dalla storia ufficiale. In realtà è un tie-in, come si chiamano queste operazioni nel mondo dei fumetti!

In ogni caso, quel che voglio fare qui è semplicemente elencare quello che mi fa pensare che Rogue One abbia centrato in pieno il bersaglio.

Mi sono annotato questi 10 punti sul cellulare mentre guardavo il film, adesso vorrei condividerli con voi, ma ATTENZIONE: per poterlo fare, dovrò scrivere della storia di Rogue One, quindi SPOILER GIGANTESCHI vi aspettano qui sotto.
Se non avete visto il film o non ne sapete niente ma non volete essere spoilerati, per favore lasciate questa pagina ORA. Dopo la linea Leggi Tutto vi aspettano ogni genere di spoiler, rivelazioni sui personaggi, trama del film ecc ecc.

Ripeto: spoiler giganteschi dopo la linea qui sotto. Oltrepassatela a vostro rischio e pericolo.


Bene, quindi ce l’avete fatta! Grazie!

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Rogue One è un gran film di Star Wars

E’ ora di partire: dieci cose che ho notato in  Rogue One, che mi fanno pensare che ci hanno preso in pieno, e hanno fatto un ottimo film di Star Wars secondo me. Ovviamente sono molto curioso della vostra opinione, quindi per favore commentate (e condividete!) il post e passiamo (ancora) un po’ di tempo tutti insieme in una galassia lontana, lontana 🙂

Cominciamo con l’elenco (e con gli spoilers, ma se state ancora leggendo do per scontato che vi vadano bene) :

1. la musica

Devo ammettere che sono rimasto scioccato dalla mancanza della leggendaria fanfara di John Williams che tutti amiamo, al vero inizio del film, dopo la prima scena con Jyn bambina che viene separata dalla sua famiglia. Poi è partita una musica diversa, dopo il titolo (senza il testo giallo di introduzione che scorre, wow!) e la musica riprendeva solo vagamente alcuni passaggi del tema originale. A quel punto, quel che ho pensato è stato: Finalmente.

Hanno avuto il coraggio di cambiare! Hanno avuto il coraggio di spostarsi da qualcosa di così leggendario e cruciale come la stessa musica di apertura di tutti i film finora! La nuova musica di Michael Giacchino è molto buona, e tra l’altro si può ascoltare sul canale ufficiale Disney di Youtube, qua c’è l’intera playlist. Sono sicuro che Episodio VIII ritornerà alla colonna sonora ufficiale, ma credo che questo sia servito anche da test: non essendo una parte-pienamente-ufficiale della serie, hanno potuto giocarci un po’ e provare quel che si poteva cambiare, con quale reazione del pubblico, ecc. Cosa ne penso? Ben fatto ragazzi!

2. l’Impero

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Palpatine ha vinto. I cavalieri Jedi sono solo un ricordo, che comincia a sbiadire. Certo, il Senato è ancora lì (verrà cancellato durante Episodio IV, come dovreste ricordare) ma la galassia lontana, lontana è sotto stretto controllo militare – e si può percepire. La quantità di assaltatori, incrociatori stellari, veicoli pesanti, ufficiali imperiali armati dappertutto è straripante. La propaganda è dovunque, perfino la bambina Jyn ha una bambola assaltatore come giocattolo (omioddio la vendono già da qualche parte per caso?!? 😀 ).  Inoltre Jyn viene salvata su un pianeta-prigione, potete immaginarvi cosa significhi, in termini di potenza militare e repressione? Il cruciale dialogo sulle bandiere imperiali tra Jyn e Saw Gerrera (di lui parlerò ancora dopo…) è assolutamente illuminante: la gente comune terrà gli occhi bassi. Non gli è concesso il lusso di una opinione politica. L’Impero è trionfante, e si vedono solo i suoi servitori lottare per ottenere più potere e considerazione, come viene ben descritto tramite il personaggio del direttore Krennic.

3. lo sprawl

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Le telecamere rallentano e mostrano dettagli e aspetti della vita di strada su Jedha, come mai prima in nessun altro film. C’è il commercio, c’è il cibo, finalmente mostrato mentre viene cucinato, venduto, comprato e mangiato (e sì, Jyn da bambina beve il latte blu – latte di Bantha, dice qualcuno – per colazione…); ci sono i negozi, la gente normale, i lavoratori, e tutto sotto la presenza opprimente dell’Impero. Ci sono i criminali di strada, come il famoso Cornelius Evazan, su cui Jyn va a sbattere: anche lui sembra in qualche modo riuscire a fuggire dal pianeta, dato che alcune settimane o mesi dopo verrà ucciso da Obi-Wan in una rissa da bar a Mos Eisley, su Tatooine.

Mi è piaciuta moltissimo questa rappresentazione dello sprawl,  l’agglomerato suburbano dove brulica la vita dei più disgraziati, reso famoso dai romanzi cyberpunk, che ho potuto veramente riconoscere e sentire in quei non-così-brevi movimenti di camera su Jedha.

4. i pianeti

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Quanti mondi in Rogue One! Jedha e Scariff  sono quelli dove è ambientata la maggior parte del film, ma c’è anche Lah’mu, il pianeta agricolo dove Galen Erso prova a nascondere sè e la propria famiglia dall’Impero. Il mondo non viene nominato, esattamente come l’altro, che ospita il castello di Vader, dove questi viene visitato da Krennic. Ma sappiamo dai tweet del dirigente Lucasfilm Pablo Hidalgo che…

La casa di Vader è tanto spaventosa quanto fantastica, e credo che sia toppo per mostrarla solo per un pochettino, in un film non-pienamente-parte della serie. Magari in Episodio VIII, con Kylo alla ricerca di altri cimeli del nonno?
In ogni caso c’è ancora da ricordare Eadu, dove Galen Erso incontra il suo destino e vede sua figlia per l’ultima volta, e Wobani, dove incontriamo Jyn prigioniera, quando viene liberata dai Ribelli, che la portano su Yavin 4… Sono sette pianeti in un unico film, molto più di quello a cui siamo stati abituati finora, e penso che aiuti proprio a darci il senso di stare fronteggiando un Impero galattico, in grado di raggiungere ogni luogo per completare i suoi piani.  Inoltre, non riesco a smettere di pensare alle infinite ore spese a giocare ai videogiochi della serie Jedi Knight, visitando tantissimi pianeti con Kyle Katarn (spero ancora che lo facciano comparire almeno in Episodio VIII…) – lì ho visto per la prima volta le statue giganti dei Jedi, e rivederle ora, distrutte e crollate nelle sabbie di Jedha, è ancora più toccante.

5. la continuity

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Eccovi Saw Gerrera, dalla serie a cartoni animati Star Wars Rebels.

Continuo a dire ai miei amici nerd che le serie animate di Star Wars sono una miniera d’oro per la continuity, per le belle storie, i grandi personaggi, e probabilmente qualcuno alla Disney deve avere sentito… Saw Gerrera viene direttamente dalle storie a cartoni animati, ambientate alcuni anni prima di Rogue One: in realtà lo incontriamo la prima volta con la sorella nei cartoni delle Clone Wars, addestrato dal capitano Rex, da Anakin e dalla sua padawan Ashoka Tano (perchè non la si vede da nessuna parte…?). Più tardi lo ritroviamo in Rebels, mentre cerca di creare il suo movimento di Ribelli, e qui nell’immagine lo vedete insieme all’ormai-vecchio capitano Rex – esattamente, Rex è sopravvissuto dopo aver ricevuto l’Ordine 66 da Palpatine in persona, e ha avuto un ruolo nel dar forma all’Alleanza ribelle. Non è già solo questa, una storia grandiosa? Ma c’è di più: qualcuno dice che l’astro-droide di Rebels, Chopper, è nella stanza insieme a Mon Mothma mentre lei discute dell’opportunità di attaccare Scariff, e nel frattempo un qualche altoparlante chiama il generale Syndulla, che è Hera, la pilota dello Spettro – la nave dei protagonisti di Rebels. L’internet è già pieno di gente in grado di giurare di aver visto lo Spettro parcheggiato su Yavin, o in volo con la flotta ribelle nei cieli di Scariff. Forse potremo vedere la battaglia di Scariff anche in Star Wars Rebels, in ogni modo tutto questo incrocio è stato confermato dal produttore della serie in persona.

Non voglio aggiungere altro alla lunga lista di riferimenti (più che easter eggs / uova di pasqua… qui non c’è nemmeno il cioccolato da rompere!) che si possono trovare in Rogue One, dai cristalli kyber al castello di Vader menzionato sopra. Quel che mi fa piacere sottolineare è che la maggior part di questi riferimenti sono  completamente assenti dai film precedenti, e vengono dai fumetti, dai romanzi, dai videogiochi ecc. Non ci sono cazzate-inventate-in-cinque-minuti come i midiclorian, qui; c’è così tanto di più da cui attingere, al di là della doppia trilogia, e qui accade molto più che mai finora. Ancora una volta, bel colpo!

6.Tarkin

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Quando Krennic comincia a parlare della Morte Nera con un qualche ufficiale in capo, ho potuto subito riconoscerlo dalla schiena, dai capelli, e dal riflesso sfuocato della faccia nel vetro: era Tarkin. Per un lungo istante, ho riso dentro di me pensando: vedrai, non lo faranno girare, l’attore originale è morto nel 1994, non c’è modo che la sua faccia possa comparire qui.

Poi si è girato, ed era lui, vivo, lì in piedi, che parlava e lanciava sguardi in giro coi suoi occhi malvagi.

Sono stato veramente catturato da questo. Chiaramente conosco, anche più di molti altri, qual è il vero potere della grafica dei computer al giorno d’oggi, ma… saperlo è una cosa, vederselo davanti con questo impatto, è tutt’un’altra storia. E siccome mi sono mantenuto assolutamente lontano da qualunque fuga di notizie su Rogue One (come ho fatto sempre per tutti gli altri film) non sapevo niente del “CGI Tarkin”, come già sta venendo nominato online. Wow.

7. gli altri personaggi “classici”

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Ci sono sacco di personaggi classici di Star Wars che appaiono qua e là in Rogue One. Quando dico classici, intendo provenienti dai film classici: abbiamo già menzionato Cornelius Evazan e il suo amico mezzo-tricheco. Ovviamente c’è anche Mon Mothma, che guida l’Alleanza ribelle e il suo consiglio; dietro di lei, un paio di volte appare il senatore Bail Organa. La prima volta, mentre chiama il capitano Antilles (sì, il primo uomo ucciso da Darth Vader nella storia del cinema), e la seconda mentre risponde alla richiesta di Mon Mothma di andare a cercare “quel tuo amico, il Jedi”, per richiamarlo.

il senatore Organa parla di Obi-Wan senza nominarlo, ma dicendo che il Jedi lo “ha servito bene durante la guerra del Cloni”, e dichiarando che manderà qualcuno di cui “si fida ciecamente” (che è la figlia adottiva Leia, ovviamente). Insieme ad Organa ci sono i due droidi che ha acquisito qualche anno prima, direttamente dalla nave di Padme Amidala: R2D2 e 3PO, con la memoria cancellata come da lui richiesto alla fine della Rivincita dei Sith. Li vediamo solo per un attimo, e anche questo va bene così. Questa non è la loro storia.

Inoltre c’è l’intero squadrone dei piloti dei caccia Ala-X, e scopriamo come mai Luke otterrà il nome in codice Rosso Cinque in Una Nuova Speranza, dato che vediamo l’originale Rosso Cinque schiantare il suo caccia sullo scudo di energia che ricopre interamente Scariff.

Quello che è ho amato di più, è stato il totale understatement che ha ricoperto i personaggi classici. Non una parola su di loro (e in molti casi, nemmeno una parola da loro!). Un gran rispetto per la continuity senza metterla giù troppo dura, un sacco di collegamenti per imbeccare i più affamati e accaniti tra i fan, senza annoiare gli spettatori occasionali (che esistono… anche se non riesco a capacitarmi di come sia possibile).

8. l’azione collettiva

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Certo, il film racconta la storia di Jyn Erso. Quindi è lei la protagonista, giusto?
Non tanto.

Più che in qualsiasi altro episodio (e molto più che nella maggioranza dei film del giorno d’oggi…) qui si tratta di uno sforzo collettivo. E’ vero che la prima metà del film  costruisce il personaggio di Jyn, la sua famiglia, la sua storia, ma una volta che lei accetta la sua chiamata all’avventura (il Viaggio dell’Eroe dice qualcosa a qualcuno?), la domanda che le viene posta da Baze Malbus fa il resto: “quanti altri ti servono”?
E’ una squadra, mossa e composta da ragioni differenti ma pronta allo stesso sacrificio, per lo stesso obiettivo. E a quell’obiettivo sacrificheranno tutto. Anche questo mi è piaciuto: niente lieto fine da Hollywood, qui; un gruppo di eroi muore per raggiungere la sua meta, che porterà un bene più grande a tutti. Questo incarna davvero lo spirito di ogni Resistenza, nella storia prima ancora che nella mia opinione. Grandioso.

9. l’Alleanza

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Rogue One è dove l’Alleanza diventa vera.
E’ lì, perfettamente rappresentata nel teso dibattito del consiglio, dove c’è gente che vuole combattere subito, altri che pensano ad arrendersi, qualcuno che vorrebbe evitare il conflitto. Scopriamo anche che Saw Gerrera, uno dei primi a combattere attivamente l’Impero, viene considerato un pericoloso estremista, e quindi isolato e non più collegato con l’Alleanza. Inoltre scopriamo dal capitano Cassian Andor che tutti i ribelli che si uniscono alla squadra Rogue One hanno fatto “cose terribili”, durane la loro lotta contro l’Impero: una la fa Cassian in persona, alla sua prima apparizione, quando uccide a sangue freddo un informatore, e quindi in qualche modo un amico dell’Alleanza, che non poteva fuggire dal vicolo cieco in cui erano finiti intrappolati. Jan Erso ha sottolineato che suo padre è stato ucciso dai bombardamenti dell’Alleanza sul complesso Imperiale mentre cercavano di salvarlo (o di ucciderlo, secondo gli ordini segreti dati a Cassian, che si rifiuta di obbedire).

Non c’è il bianco e il nero, decisamente. Nella trilogia originale avevamo capito che anche la personificazione del male, Darth Vader, poteva avere qualcosa di buono in lui. Adesso vediamo chiaramente che anche i buoni possono fare cose cattive, e le fanno davvero: la prima vittima della guerra è l’innocenza, come dicono, e qui lo vediamo accadere davanti ai nostri occhi. Ancora una volta, gran colpo.

10. Darth Vader

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Lui è qui.
Come tutti i nerd drogati di Star Wars, quando l’ho visto la prima volta nel trailer, sono saltato sulla sedia e ho iniziato a gridare. Vader in Rogue One è al top del suo potere oscuro e della sua forza. Non appare per molto tempo, giusto tre volte più un accenno da parte di Tarkin durante una conversazione, ma direi che è abbastanza. All’inizio lo vediamo sul suo castello di Mustafar, costretto a lasciare una vasca medica per incontrare Krennic, che assaggia il suo soffocamento tramite la Forza in cambio dei tentativi di mendicare un po’ di attenzione e considerazione agli occhi dell’Imperatore – Vader lo lascia vivo alla fine, ma con una delle sue frasi epiche: attento a non farti soffocare dalle tue stesse ambizioni.
Poi vediamo ancora Vader brevemente, quando accorre troppo tardi per fermare la nave ribelle coi piani della Morte nera. E’ nell’ultima sequenza che lo vediamo al meglio: un corridoio fumoso, la luce rossa della sua spada laser che taglia il buio, e l’intero equipaggio della nave ribelle ucciso nel tempo di percorrere il corridoio. Non ha successo, dato che i piani sono consegnati a una “CGI Leia” 🙂 che dà il via a Episodio IV, ma la faccia del soldato ribelle che fronteggia Vader quando la porta si apre, dice tutto. Puro terrore, davanti all’arma più pericolosa e malvagia dell’impero. Wow.

 

Queste sono le 10 cose che secondo me fanno essere Rogue One un gran film di Star Wars. Dato che ho avuto la notizia della morte di Carrie Fisher mentre iniziavo a scrivere il post, vorrei chiudere con la “sua” battuta, che è anche la battuta finale di Rogue One:

Ma cos’è che ci hanno portato?
Una speranza.