InternetFestival : imparare dai videogames – #IF2017

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InternetFestival è una cosa molto seria, probabilmente la più seria per quanto riguarda la divulgazione di temi e tendenze legati alla rete in Italia. Eppure 🙂 l’organizzazione ha contattato me e il mio partner-in-crime Carmine, coinvolgendoci nella sezione T-Tour, ossia una serie di laboratori aperti al grande pubblico.

A parte gli scherzi, la macchina di InternetFestival ci ha contattato già a fine giugno, per definire tutti i dettagli prima logistici e poi di contenuto, riguardanti il laboratorio che abbiamo ideato a partire dalle loro richieste: come si impara dai videogiochi. Sul momento l’abbiamo presa un po’ sottogamba, ma alla ripresa dei lavori organizzativi, dopo le vacanze, guardando il sito e il programma, ho trovato il mio nome scritto lì insieme a quello di personaggi che sono dei miei miti personali, come il disinformatico Paolo Attivissimo oppure il sysop di AvANa BBS e oggi docente universitario ed esperto di cyber sicurezza Arturo Di Corinto, eccetera eccetera – e a quel punto ho addirittura chiesto a mia sorella di farmi una nuova foto seria (seeee vabbeh…) da usare in occasioni come questa 🙂

Arrivati a Pisa su un volo RyanAir in ritardo, dopo una puntata a Palermo (ma questa è un’altra storia…), io e Carmine ci siamo trovati una persona che ci aspettava col cartello, che ci ha messo in mano i nostri badge, pass, buoni pasto e biglietti peri i viaggi, e poi ci ha fatti salire sul taxi: posso dirlo, che è la prima volta che ricevo un trattamento così vip? 🙂

Insieme a noi, stesso taxi e stesso albergo, il docente / sociologo / filosofo / giornalista Alessandro Dal Lago (e quindi abbiamo cominciato già molto bene!!!) e Angelo Di Liberto, inventore di Modus Legendi, una interessante forma di crowdsourcing applicato alle classifiche di vendita librarie, tramite azioni organizzate di una comunità online di lettori molto vasta, a sua volta nata da un gruppo Facebook.

La mattina seguente, in una Pisa splendente e illuminata dal sole, abbiamo fatto il doveroso giro in piazza dei Miracoli, a rivedere le meraviglie che la riempiono… e a fare foto a quelli che fanno le foto 🙂

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Il tempo di ascoltare i contributi della crew di Lercio.it e di Paolo Attivissimo sulle fake news (e il pressappochismo delle redazioni giornalistiche “serie”, che le genera e le alimenta…) e poi è stato show-time anche per noi, nello spazio del monastero delle Benedettine trasformato dall’Università di Pisa (uno dei main sponsor dell’ InternetFestival ) in un centro congressi e conferenze.

C’erano una quindicina di iscritti al nostro seminario, ci siamo trovati 40 persone in sala (soprattutto genitori e figli, a cui abbiamo subito chiesto chi ha portato chi 😀 ) che ci hanno seguito nei giochi e ascoltato attentamente mentre tracciavamo alcuni elementi di cornice, utili ai ragionamenti successivi.

Siamo partiti… con un mini torneo di tris 🙂 e abbiamo cominciato a ragionare insieme sull’impatto e sugli apprendimenti che il gioco ha portato ai partecipanti, confrontandoli con quest’altro apprendimento scaturito da una partita di tris, in un film di tanti anni fa:

Per tracciare una cornice teorica sui fattori di apprendimento legati al gaming, abbiamo scomodato la teoria del flow di Csíkszentmihályi, i libri di James Paul Gee e di Jane McGonigal, le 4 categorie del divertimento di Nicole Lazzaro, ma soprattutto abbiamo allestito quattro postazioni di gioco con:

Minecraft

Monkey Island

Spore

Paper, Please

 

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le postazioni affollate dei giocatori

Gli ingredienti quindi sono stati due titoli più recenti e indie, due titoli storici del gaming di oggi e di ieri: un mix ben bilanciato e soprattutto la richiesta di giocare insieme, a gruppi, passandosi il ruolo di gestore della partita di tanto in tanto, ma collaborando e trovando sempre insieme le soluzioni per procedere nel gioco. Intanto, sul muro veniva proiettato in sequenza lo schermo delle varie postazioni, per dar modo a tutti di farsi una idea delle dinamiche di gioco dei diversi gruppi (switch 4 porte video HDMI con telecomando, sei stato il miglior acquisto del mese!).

L’ InternetFestival ci ha chiesto di replicare due volte il laboratorio, quindi l’abbiamo proposto anche la domenica mattina, con lo stesso riscontro in termini di pubblico (ancora sala piena e solo posti in piedi!) e con un gruppo di genitori che ancora più del giorno precedente ha voluto ragionare insieme a noi di paure, opportunità, limiti, e vedere (in qualche caso per la prima volta!) cosa fanno davvero i loro figli quando giocano.

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genitori, figli, studenti e curiosI: alla fine solo posti in piedi! 🙂

Al di là della gloria sempiterna ed imperitura 😀 che questo laboratorio ci ha portato, facendoci finire su Repubblica TV e sul portale di InToscana, media partner del InternetFestival , questa formula, ennesimo mix di educazione non formale e tecnologie, ha dimostrato di reggere l’assalto anche del doppio (circa) delle persone attese, e quindi si è meritata la possibilità di venire ulteriormente sviluppata e testata, e d’altra parte lo stesso InternetFestival ha già messo in conto di riportarci a Pisa per la prossima edizione, magari in una modalità più articolata.

In queste due giornate il videogioco si è dimostrato uno strumento interessante anche per interagire con i genitori, che spesso sono difficili da coinvolgere in discussioni e ragionamenti sereni su questi argomenti e si muovono sull’onda del pericolo o del problema già scoppiato. C’erano però in aula con loro anche giovani sviluppatori di giochi (non solo video-giochi) interessati a confrontarsi sul potenziale, le linee di sviluppo e le possibilità di supporto legate a questo medium, insieme a ricercatori universitari, nonni curiosi… e semplici passanti attirati dagli schermi proiettati sul muro 😀

A tutti ripetiamo quel che abbiamo detto a loro in chiusura: i videogiochi di oggi lasciano un segno sulle persone che dovranno riaggiustare il mondo domani!

Quindi videogiochiamo facendo scelte sensate per quanto riguarda i titoli e le loro valutazioni PEGI, mantenendo un contatto tra genitori e figli mentre si gioca (o ancora meglio giocando insieme!), senza demonizzare un’esperienza che può essere molto interessante, e in più potrebbe venire usata come ingaggio / aggancio anche per altri fini, dall’educazione alla didattica!