I videogiochi sono più importanti che mai

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I videogiochi sono davvero più importanti che mai. Sto leggendo un articolo molto interessante di Engadget con questo titolo, durante una pausa in una conferenza internazionale che sto seguendo a Bologna, sugli openbadge. Per la cronaca, si tratta di un sistema per garantire il riconoscimento e la valutazione di ogni tipo di apprendimento in modo open, chiaramente e direttamente ispirato dai’ sistemi di achievements dei videogiochi.
(Sì, ne parlerò in qualche prossimo post).

L’articolo si concentra su alcuni nuovi, super-interessanti titoli presentati al festival internazionale di videogiochi indie Indiecade, la cui edizione europea è prevista entro poche settimane da oggi. Poiché la vita si diverte sempre a dimostrarmi che non le coincidenze non esistono, la settimana scorsa ho finalmente incontrato i ragazzi dietro lo studio di game design WeAreMuesli (Big up, gente!) e uno di loro indossava la maglietta di Indiecade, dove tra l’altro presentano il loro prossimo titolo, Siheyu4n.

Ho già parlato di loro in un mio post precedente, citando il loro gioco di narrazione 20mesi che ripercorre la storia del movimento di Resistenza italiano contro il regime nazi-fascista, negli ultimi 20 mesi della sua esistenza nel nord Italia. Durante il nostro pranzo, abbiamo discusso di un altro titolo, pubblicato da SantaRagione, che hanno collaborato a sviluppare: Wheels of Aurelia.

In questo nuovo titolo, durante un (breve) viaggio stradale nel 1978 sulla strada statale Aurelia, l’antica via romana che segue tutta la costa occidentale italiana da Roma fino in Francia, si arrivano a conoscere un sacco di fatti importanti e cruciali della storia più moderna (e più oscura) del mio Paese. Nessuno insegnerebbe queste cose in una qualsiasi scuola italiana, quindi… ecco qua.

videogiochi : wheels of aurelia

Dovrei aggiungere questi titoli alla mia lista dei videogiochi con un’anima dal mio post precedente, ma c’è di più. Innanzitutto, avevo dimenticato di menzionare il famoso HumbleBundle tra le iniziative per finanziare enti di beneficenza e sostenere buone cause attraverso il gioco, quindi devo chiedere scusa e aggiungerlo ora.

Poi, mentre stavo leggendo di Indiecade, Ho scoperto la mostra che Indiecade ha organizzato: Gaming per tutticon una lunga lista di studi di produzione noti e sconosciuti, che producono giochi molto interessanti nel modo che mi piace. Fra loro, un titolo citato dall’articolo di Engadget: We are Chicago.

videogiochi : We are Chicago

Il titolo è ancora inedito, ma da quello che ho capito, tu… semplicemente vivi la tua vita come giovane membro di una famiglia, e hai a che fare con l’area periferica di Chicago Sud, a quanto pare famosa per non essere il luogo più sicuro dove crescere i tuoi bambini.

Capito? Fatemelo ripetere ancora una volta, lentamente.
Una città è diventata in qualche modo il personaggio di un gioco.
E il gioco indirizza, interpreta, propone un modo di essere parte di quella città.
Un modo positivo, tra l’altro. Mi suona come il prodotto di una nuova generazione di sviluppatori di The sims, dopo un paio di giorni passati a parlare con me della mia visione sul possibile impatto educativo dei videogiochi 😀

E ultimo ma non meno importante, arriva questo.

1979 Revolution – Black Friday è un gioco sulla rivoluzione in Iran, creato da Navid Khonsari, Iraniano lui stesso e un bambino durante i fatti, visto che viveva in Iran durante la rivoluzione e ci è rimasto fino all’età di 11. anni. Ho scritto che il gioco è stato creato, ma stavo in effetti pensando di scrivere che è stato raccontato da, come in un opera artistica di narrazione.

Un’altra generazione avrebbe scritto un libro sull’argomento, infatti. Una generazione più vicina ci avrebbe fatto un film. Questa generazione lo fa diventare un videogioco. Ancora una volta, capite quello che sta accadendo? Ho dovuto correre a comprare il gioco, lo proverò presto.

I videogiochi sono la forma d’arte di oggi. Una specifica arte, direi: l’arte di raccontare.

E dato che il racconto fa parte dell’essenza umana e delle nostre più radicate attitudini, i videogiochi sono la nostra forma d’arte. Più lu studio, più penso che abbiamo appena cominciato a grattare la superficie del loro potenziale.