L’Internet festival numero #dieci si è svolto all’insegna del coronavirus, e anche se fino all’ultimo abbiamo sperato in una possibile edizione in presenza, tutte le attività sono state velocemente trasferite online quando è stato chiaro che la situazione dei contagi stava di nuovo degenerando.

Del resto quale evento più dell’Internet festival può essere pronto ad un’edizione completamente online? Quindi anche quest’anno io e il mio goombah Carmine Rodi abbiamo animato uno dei laboratori T-Tour rivolto a educatori e ragazzi, lavorando in particolare con una classe Terza delle scuole medie. Il bello è stato collegarci direttamente con la loro classe, apparire sulla loro LIM e dimostrare dentro le sacre mura dell’istituzione scolastica 🙂 che anche dai videogiochi si può imparare qualcosa.

internet festival : io e carmine collegati con la terza A
Eccoci collegati con la Terza A!

Siamo partiti con una breve presentazione sui giochi come strumenti di apprendimento, che come sempre ha toccato una serie di elementi teorici come la Teoria del flow di Csikszentmihalyi, la classificazione dei 4 tipi di divertimento di Nicole Lazzaro, ma anche l’analisi di giochi sempreverdi come gli scacchi o il Monopoli, per poi finire con uno dei nostri flash-game preferiti, The Visit. A proposito, che ne sarà di questo e delle altre decine di migliaia di contenuti in Flash sparsi per il web, dopo che a fine anno Adobe staccherà per sempre la spina al suo player? Dopo alcuni decenni di web, la conservazione dei contenuti comincia a diventare un problema da considerare. Anche per questo, donazioni all’Internet Archive fanno bene alla salute di noi tutti.

internet festival: immagine mentre giochiamo a keep talking and nobody explodes
Carmine alle prese con la bomba da disinnescare… uno show nello show 🙂

Il piatto forte è stato il nostro amato gioco / esercizio di comunicazione Keep Talking and Nobody Explodes: anche online funziona benissimo, è stata un’esperienza coinvolgente che ha attivato una interessante discussione sulle cose che si possono imparare da un videogioco: leggere bene un testo, comunicare in modo chiaro, decidere in fretta, risolvere problemi… una montagna di possibili apprendimenti che poi, grazie anche alla disponibilità e alla lungimiranza dell’insegnante che ha iscritto la sua classe a questo laboratorio, potranno essere ripresi e approfonditi in classe.

Questo laboratorio funziona talmente bene che l’abbiamo poi riproposto, cambiando quel che c’era da cambiare, in due diversi corsi universitari a Urbino e a Bologna: a maggior ragione, la riflessione insieme agli studenti e ai docenti universitari ha fatto emergere ancora più chiaramente la potenzialità del mezzo. Quindi… cosa aspettate a portare i videogiochi a lezione? 😉