Minecraft (incredibile!) mantiene ancora il suo scettro di videogioco che più attrae l’interesse dei ragazzini in età tra le elementari e le medie, anche dopo moltissimi anni di onorata carriera (a partire – in alpha version – dal 2009) e altrettanti tentativi di spodestarlo. L’ultimo in ordine di tempo è quello da parte di Fortnite – e chissà che non sia la volta buona…

Un ambito da cui sarà in ogni caso molto difficile spodestare Minecraft, è quello degli usi educativi. Non sono moltissimi, almeno in Italia, a proporre attività di tipo educativo all’interno del videogioco-a-blocchi più famoso del pianeta, ma il software di Mojang (e oggi di Microsoft…) ha una serie clamorosa di potenzialità educative, sviluppate negli anni grazie al lavoro instancabile di una enorme community di appassionati che ha creato e aggiunto ogni possibile ed immaginabile mod (= modifica) al gioco nella versione originale, o come dicono gli accaniti, vanilla.

Sono reduce da una ennesima settimana di lavoro (anche se a dirlo mi vien da ridere…) con un gruppo di venti ragazzini dalla quarta elementare alla terza media, presso CampusLaCamilla, tutto incentrato sull’uso di Minecraft (anche) per imparare qualcosa di nuovo. Senza pretese di essere l’unico depositario del sapere, eccovi comunque un po’ di idee e ragionamenti su cui ho lavorato con loro in questa settimana, e che mi piacerebbe discutere e condividere con qualcun altro.

Perchè Minecraft funziona ancora?

Prima di cominciare, è il caso di analizzare velocemente il fenomeno Minecraft. Ne abbiamo già parlato in un post tempo addietro e lo abbiamo ribadito poche righe fa, quindi senza dilungarci troppo, bisogna sottolineare che il successo di Minecraft si deve in gran parte alla instancabile community degli utenti, che come dicevamo, ha sviluppato senza sosta centinaia di modifiche al gioco originale. A sua volta la casa madre svedese Mojang ha saggiamente tollerato e lasciato diffondere e prosperare queste modifiche, da cui ha spesso anzi tratto ispirazione per le successive release del gioco. Queste ultime sono peraltro ancora tutte disponibili – anche all’indietro, se volete fare del retrogaming facile facile risalendo i circa 10 anni di storia di questa piattaforma.

minecraft

MINECRAFT ITALIA è uno dei siti di riferimento per la community italiana, con un forum da più di 200.000 utenti

L’atteggiamento di Mojang nei confronti della community è da manuale per quanto riguarda lo sviluppo di software open source e dintorni, nonché per essere stato la chiave che ha permesso la longevità eccezionale di questo gioco: lasciare nelle mani dei giocatori la possibilità di cambiare, espandere, modificare, trasformare anche radicalmente l’esperienza di gioco per avere tra le mani qualcosa di sempre diverso e nuovo. Non a caso piattaforme ben più grandi, come Steam, hanno poi introdotto meccanismi simili per garantire una vita e una usabilità più lunghe a tanti dei titoli che distribuiscono.

Tra le tante modifiche di Minecraft, si è fatta notare ad un certo punto MinecraftEDU: creata dai vicini di casa finlandesi TeacherGames. Era più un pacchetto di mod, che permettevano sia il controllo in-game del conduttore/insegnante sui giocatori (essenziale se si tratta di 20 adolescenti scatenati…), che la disabilitazione di alcune caratteristiche del gioco (ad esempio, degli oggetti esplosivi), che la costruzione di esperienze particolari, ad esempio grazie all’inserimento di NPC programmabili e così via.

compiti assegnati dall’insegnante dentro MinecraftEDU. Il sogno di tanti ragazzini 🙂

Proprio MinecraftEDU e le sue potenzialità hanno attirato l’interesse di Microsoft, che per non star lì a tirarla troppo in lungo si è comprata in blocco tutto il pacchetto, compresa Mojang, per 2,5 miliardi di dollari.

La community vs Microsoft. Ancora?!

A questo punto è (ri)partita una delle dispute infinite nello sviluppo della tecnologia in tempi recenti: da una parte gli sviluppatori volontari che in modo aperto e collaborativo hanno costruito migliaia di risorse per Minecraft, e dall’altra Microsoft, che ha trasformato MinecraftEDU in Minecraft: Education Edition, riprogrammandolo tutto nel (suo) linguaggio di programmazione C#, rendendo quindi non più compatibili tutte le mod fin qui create per la piattaforma, e aprendo poi uno store in-game di mod e mondi sviluppati in casa propria.

Intendiamoci: la Java Edition originale continua ad essere sviluppata e le mod della community con lei, quindi volendo si può continuare ad utilizzare lì tutto il patrimonio costruito in questi anni. Proprio questo permette esperienze interessanti ed inattese con i propri figli – studenti – partecipanti a workshop e quant’altro, che andremo velocemente a elencare. Per chi vuole invece, si possono utilizzare le potenzialità e gli store della Minecraft: Education Edition ricreata da Microsoft, ma… non è oggetto di questo post 🙂

La schermata di avvio della Java Edition, modificata con Forge: notare il nuovo pulsante MODS.

(alcune) cose intelligenti che ci puoi fare

Con o senza l’uso di sistemi come Forge, per aggiungere mod al gioco, Minecraft si presta davvero a diventare uno strumento interessante per molti usi. Vediamone dunque alcuni:

1. modellazione 3D

in un mondo a blocchi, modellare oggetti e costruzioni in 3D è più facile, ed è molto interessante farlo partendo da un po’ di pratica CAD – che è uno spunto didattico utile, tra l’altro, ad affrontare la geometria solida, eccetera. Ad esempio un CAD online gratuito ed efficace, come Tinkercad, esporta già direttamente i lavori in formato Minecraft. Ci sono anche molti altri software in grado di interfacciare il gioco con il mondo dei modelli 3D, e altri ancora, interamente sviluppati dalla comunità, come MCedit, che ne permettono l’importazione.

2. creazione di ambienti

Unendo modelli 3D creati da noi e altri recuperati dai tanti repositories online, come Minecraft Schematics, è possibile creare ambienti di gioco a tema, sia per quanto riguarda la storia, che la geografia, che mille altre possibili ambientazioni. Il primo e più famoso dei Minecraft mentors certificati italiani, Marco Vigelini, ha realizzato per il Museo del Novecento di Firenze una versone Minecraft della città, ma ci sono decine di altri ambienti italiani (e non solo, ovviamente) ricreati dalla comunità con progetti anche molto ambiziosi, come questa mappa di Roma e dei suoi dintorni fino a Tivoli

3. creazione NPC interattivi

controllare i Non Playing Characters, o in italiano Personaggi Non Giocanti (PNG) all’interno di Minecraft è una risorsa incredibile per trasformarli in narratori, custodi, affidatari di missioni e donatori di ricompense in caso di missione compiuta…
con la mod CustomNPCs (attenzione, bisogna prima installare un gestore di mods come il già citato Forge o simili) tutto questo è possibile, e Minecraft può essere trasformato in uno strumento di narrazione interattiva: qualcuno ha subito creato un Minecraft – Signore degli Anelli a partire da questa mod, ovviamente… A questo punto, dopo aver modellato gli ambienti in 3d nell’ora di tecnologia, calcolato aree ed estensione degli spazi in quella di geometria, durante l’ora di italiano si potrebbero sviluppare le narrazioni, scrivere i dialoghi.. ah no scusate, questo è fantascienza 😀

4. creazione di mondi tematici

in realtà tutto questo non è per niente fantascienza, anzi ci sono numerosi esperimenti di mondi interi costruiti o ricostruiti con intento didattico da volenterosi gruppi di insegnanti (con risultati anche veramente esaltanti, come questo) riproducendo non soltanto gli aspetti di paesaggio o le costruzioni ma anche creature e oggetti… ad esempio credo potrebbe piacere a qualche bambino o ragazzino trasformare il gioco in una versione di Jurassic Park, con tanto di estrazione di DNA dai dinosauri e loro riprogettazione genetica… beh naturalmente esiste una mod anche per questo, si tratta di JurassiCraft che con più di due milioni e mezzo di download è una delle esperienze da provare almeno una volta.

5. coding dentro il gioco

la coppia di mod ComputerCraft / ComputerCraftEDU introduce nell’inventario robot programmabili, sulla falsariga delle storiche tartarughe di Seymour Papert, che possono ricevere istruzioni sia nel linguaggio LUA che con blocchi visuali. Si può quindi far fare il lavoro pesante ai robot (così, per cominciare a farci l’abitudine…) programmandoli per scavare e costruire, per analizzare il terreno e per combattere al nostro posto. Tramite la mod si può anche inserire nel gioco terminali, stampanti, strumenti di connessione per portare architetture di rete nel gioco e cominciare a farle comprendere ai giovani giocatori.

6. coding fuori dal gioco

come abbiamo spiegato, Minecraft è stato scritto in Java. E’ quindi possibile intervenire “da fuori” direttamente sul codice, con la possibilità di modifiche più profonde e strutturali. Java però è un cliente… da saper prendere, quindi l’età dei ragazzini da coinvolgere si alza un po’. D’altronde avere a che fare con Eclipse e strumenti simili, non è roba da bambini 🙂 Ho fatto due o tre esperienze di Java e Minecraft, usando come traccia un ottimo libro dell’ottima Apogeo Editore, che una volta scoperto, mi ha poi anche intervistato a riguardo 😉

7. papercraft

per gli appassionati di carta, forbici e colla, è possibile ricreare oggetti e personaggi di Minecraft e ricreare il mondo a blocchi anche sui tavoli e gli scaffali di casa propria. Basta stampare su carte e cartoncini i modelli papercraft  e incollarli (qualche volta serve un fissaggio più stabile, con stuzzicadenti o simili). E’ un ottimo modo per tirare un ponte tra mondo “reale” e gioco, e per esercitare la creatività anche con le mani.  Inoltre è un bel gioco da fare insieme, genitori e figli, e potrebbe addirittura diventare il punto di partenza per riflessioni anche didattiche sui solidi geometrici e le loro caratteristiche. Naturalmente la rete abbonda di siti che raccolgono risorse papercraft a tema Minecraft, come questo oppure questo.

8. Circuiti, progettazione e automazione con i blocchi di Redstone

come tutti i veri appassionati di Minecraft sanno bene, blocchi e oggetti di pietra rossa hanno poteri e caratteristiche quasi magici nel gioco. Sono infatti in grado di fornire un impulso che attiva oggetti automatizzati, e di dare energia a oggetti come lampade e simili, che a contatto con loro si accedono. Inoltre, un tracciato di blocchi di pietra rossa è in grado di condurre questa energia, portandola a destinazione dove serve. Attenzione però all’impedenza 🙂 perchè dopo pochi blocchi, il segnale si impoverisce e ha bisogno di un ripetitore! Già da queste poche caratteristiche, si possono intuire le pontenzialità – e infatti sugli usi della redstone si incentrano mille e mille tutorial su youtube, articoli su blog e riviste, libri e guide.  Gli usi dei blocchi di redstone sono veramente tantissimi, e credo che si possano fare meraviglie sfruttandone le caratteristiche… anche a scuola.

9. IoT / Arduino / Raspberry

devo ammettere che qui navigo a vista: ho letto e visto molti esperimenti di connessione tra schede come Arduino e il mondo di Minecraft, dove l’ingrediente magico sono naturalmente i blocchi di redstone. Non ho avuto però ancora il tempo di fare delle prove vere e proprie, e soprattutto lo strumento che va per la maggiore, il framework MCreator, nella mia esperienza è pieno di bug e quindi difficile da usare. Facciamo che chi ha informazioni più precise e di prima mano per primo… lo scrive nei commenti!

10. digital storytelling (o meglio: machinima)

raccontare storie è probabilmente il passatempo (educativo) più antico nella storia dell’umanità, e non poteva mancare dentro al gioco a blocchi una attività di creazione e di racconto di storie. I personaggi possono essere interpretati da diversi giocatori, addobbati con costumi e oggetti introdotti nel gioco da diverse mod (fumetti Marvel, personaggi Star Wars… il limite è la fantasia!). L’azione si può svolgere in uno dei mondi tematici di cui parlavamo sopra, e soprattutto, mod apposite come Blockbuster forniscono tutti gli strumenti per la registrazione e la produzione dei nostri film. Youtube ribolle di machinima di ogni tipo, e quelli fatti con Minecraft sono moltissimi… io, per finire in bellezza, vi propongo questo:

…e la scuola?

SalvaSalvadopo tanti esempi di questo tipo (e qualche accenno diretto a possibili usi didattici), a me viene sempre spontanea la domanda con la S.
Credo sia evidente, a chi ha letto fin qui, la grande quantità di spunti che Minecraft offre. E quindi come siamo messi con la scuola? Male, direi. Solo una piccola percentuale di insegnanti conosce anche solo l’esistenza del gioco a blocchi, e pochissimi hanno il coraggio di usarlo in classe o farci sopra qualche esperimento. Voi che ne dite?

Avete storie di uso di Minecraft a scuola? o altri consigli su cose intelligenti che ci si possono fare? Tocca a voi 🙂SalvaSalva