Estate vuol dire camp estivo: è il momento in cui finalmente l’educazione non formale può avere spazio per dimostrare il suo immenso potenziale: migliaia di proposte per gruppi di ragazze e ragazzi dove la socialità, l’avventura, la scoperta, il noi per una volta al posto dell’ io diventano i soggetti protagonisti di giornate che tanti aspettano per mesi, e rimpiangono poi per altrettanti mesi.

Quest’anno il distanziamento e i provvedimenti anti-Covid hanno reso molto difficile la realizzazione di queste attività, e più di un camp estivo è saltato perché non c’erano le condizioni per far incontrare i ragazzi in sicurezza.

Per me, è stato l’anno giusto per l’esperimento che volevo fare da un po’: un camp estivo interamente svolto all’interno del gioco Minecraft – in questo caso, con ragazze e ragazzi collegati da tutta Italia in videochiamata.

Quando gli amici di SprintLab, che all’interno di ImpactHub Bari si occupano di promuovere la creatività digitale e l’uso delle tecnologie applicato all’educazione, mi hanno contattato per discutere la possibilità di realizzare una cosa simile, non avevo dubbi fin dall’inizio: certo, che dobbiamo fare questo esperimento!

camp estivo
Foto di gruppo dei partecipanti all’entrata del castello!

Così due distinti gruppi da 10 partecipanti (esattamente come avremmo fatto secondo le norme per gli incontri in-presenza!) per una settimana ciascuno hanno partecipato ad un camp estivo tutto svolto all’interno di un server Minecraft dedicato, che ho allestito appositamente, alternando momenti di spiegazione, interventi di presentazione da parte di alcuni partecipanti, e soprattutto tantissimo lavoro insieme, a costruire di tutto cercando nel frattempo di risolvere i problemi che via via si presentavano: problemi di progettazione, di design, di geometria e di elettronica, risolti o quantomeno ridimensionati grazie alla collaborazione e alla condivisione delle conoscenze e delle competenze del gruppo – ma anche più semplici (ma non per questo meno importanti) dinamiche classiche di qualunque camp estivo: piccoli litigi, differenze di vedute, e tutto quel che deriva dall’essere stati molto poco abituati a ragionare, progettare e costruire insieme agli altri nella propria formazione scolastica e dintorni.

I nostri maestri costruttori alle prese con la sala del trono… multipla nel loro castello.

I partecipanti sono arrivati soprattutto dal bacino di influenza di ImpactHub Bari, ossia la Puglia, ma anche da Campania, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia… potenza della rete! Ad ogni incontro online, tutti insieme collegati sul server che ho messo a disposizione, i partecipanti hanno lavorato con impegno e curiosità per risolvere gli enigmi e le sfide che ponevo via via a tutto il gruppo.

Con i più piccoli (da 7 fino a 10 anni) ci siamo concentrati soprattutto sull’esplorazione delle potenzialità gigantesche costruite dalla comunità online intorno al gioco, di cui abbiamo parlato già molte volte. C’è stato spazio per la modellazione 3D, per i primi passi nel mondo delle mod, per la scoperta di nuove maniere di giocare insieme e sopratutto per rendersi conto di un potenziale inesplorato nei propri computer.

Da qui siamo partiti con i più grandi, dirigendoci più in profondità ad esplorare mod e contenuti sviluppati dalla comunità, a partire dal clamoroso esempio di Pixelmon – parlando così anche di cultura convergente, che è un mio vecchio pallino che non guasta mai andare a rispolverare.

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Pokémon e Jurassic World dentro il nostro server Minecraft, grazie alle mod installate.

Poi ci siamo dedicati a design, architettura ed ingegneria, ma anche elettronica e progettazione, usando la pietra rossa per costruire circuiti automatici e un intero sistema di trasporto metropolitano (parzialmente sotterraneo, per diminuire l’impatto sul paesaggio… che speranza, vedere questi ragazzi al lavoro!) – e infine al coding, con le storiche tartarughe-robot (in omaggio al grande Seymour Papert) da programmare.

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I nostri maestri costruttori alle prese con circuiti automatici di pietra rossa

Menzione d’onore alle due ragazze, Vittoria e Amelie, che non si sono fatte scoraggiare dal fatto di essere le uniche presenze femminili nei rispettivi gruppi, e hanno dimostrato che anche in questo campo, le ragazze non hanno proprio alcuna distanza dai ragazzi (anzi…).

Abbiamo misurato grande soddisfazione e ingaggio in tutti i partecipanti, ma è ancora più importante riflettere su quello che esperimenti come questo potrebbero portare in dote al mondo dell’educazione e dell’apprendimento, soprattutto in un momento come questo in cui la didattica in presenza è fortemente messa in discussione per la paura di un ritorno di fiamma dell’epidemia di coronavirus, e quella online a distanza spesso si riduce a rifare davanti ad una webcam quello che succedeva in classe… e che già spesso meriterebbe ampie riorganizzazioni.

Io continuo a pensare che siamo seduti su una miniera d’oro e non lo sappiamo – mentre lo sanno le corporation come Microsoft che si sono comprate Minecraft con tutto lo studio Mojang che l’ha creato, come abbiamo già raccontato, per poter ridisegnare e lanciare la Education Edition del gioco.

L’utilizzo di videogiochi come spazi di apprendimento è quanto di più vicino possibile potremmo sperimentare ad attività di apprendimento esperienziale (o non formale, come ci piace chiamarlo a livello europeo) sia per quanto riguarda l’utilizzo degli ambienti, sia soprattutto per il potenziale sterminato che questi ambienti avrebbero, di ospitare contenuti e materiali studiati appositamente per essere fruiti lì, in gruppo, in modo attivo. Certo Minecraft funziona per i ragazzini fino alla fine delle scuole medie o giù di lì, poi bisogna trovare altri sistemi, altre piattaforme o quantomeno altre modalità… e continuo a pensare che questa sfida sia cruciale ed importantissima al giorno d’oggi. Gli amici di Game Over Hate continuano la loro meritoria attività in Europa centrale, tra Germania, Polonia ed Austria, ma anche in Italia ci sono interessanti esperimenti in corso con Animal Crossing oltre che ovviamente con Minecraft, e il programma Bim Bum Ram del maestro Kenobit (il retrograming scorre potente in lui… 😉 ) che va in streaming su Twitch apre altri orizzonti possibili… mentre da parte nostra, possiamo annunciare sottovoce che abbiamo in corso esperimenti per fasce di età un po’ più avanzate, usando la modalità creativa di Fortnite 😉

Per quanto riguarda il nostro corso in ogni caso, i ragazzi erano molto soddisfatti del loro lavoro, quindi abbiamo deciso che il mondo da loro costruito sul mio server potesse essere regalato alla comunità, come hanno imparato dalle tante mod scaricate ed utilizzate insieme, quindi lo metto qui in download per chiunque fosse interessato:

Il castello con i fari – mappa per Minecraft 1.16.1

NB: essendo un mondo costruito su un server online multigiocatore, per avere comandi ecc dovete aprire il mondo in LAN.

Voi cosa ne pensate dell’uso educativo dei videogiochi? se avete esperimenti interessanti da raccontare, scrivete nei commenti!